La Devozione

La storia della devozione

Deposto il corpo di Lucia nelle catacombe, che da lei presero il nome, il sepolcro richiamò ben presto fedeli che ne ricevevano grazie in abbondanza. Il suo culto si diffuse ben presto fuori dell’isola e dal XVI secolo perfino in America Latina, in alcuni luoghi dell’America del Nord e in Africa.
Nella devozione popolare particolari leggendari arricchiscono la sua biografia: il più famoso è quello secondo cui Lucia stessa si sia levata gli occhi (subito miracolosamente restituiteli da San Raffaele) inviandoli in un bacile di argento a Pascasio stesso o al giovane pretendente che se ne era innamorato.

A Venezia il culto ininterrotto verso le reliquie della martire dura dal XIII secolo e continua nella chiesa di San Geremia, dove si trovano ancora oggi dall’11 luglio del 1860.

Una preghiera di S.E. Angelo Giuseppe Roncalli, nel 1957 Patriarca di Venezia, futuro Papa Giovanni XXIII, evidenzia il carattere profondo della fede del Patriarcato e della devozione della chiesa locale alla Santa di tutti.

“O gloriosa Santa Lucia, che alla professione della fede, associasti la gloria del martirio, ottienici di professare apertamente le verità del Vangelo e di camminare secondo gli insegnamenti del Salvatore. O Vergine Siracusana, sii luce alla nostra vita e modello di ogni nostra azione, cosicché, dopo averTi imitato qui in terra, possiamo, assieme a Te godere della visione del Signore. Amen.”

In ogni parte del mondo

La più antica testimonianza del culto di Lucia, un’epigrafe marmorea del IV secolo è stata rinvenuta nelle catacombe di Siracusa: in memoria di una tal Euskia cita il giorno di Santa Lucia come festa locale. La devozione per la giovane si diffuse assai velocemente: già nel 384 a Ravenna sant’Orso le intitolò una chiesa e papa Onorio I, poco dopo, una a Roma. In tutto il mondo oggi si trovano reliquie di Lucia e opere d’arte a lei ispirate.

Dove si festeggia

A Siracusa la festa in onore della patrona è naturalmente molto sentita ed inizia già a fine novembre. Santa Lucia si celebra in vari Paesi europei.
Considerata la protettrice degli occhi, degli oculisti e degli elettricisti e dei bambini, in alcune città italiane del Nord la notte di Santa Lucia è una notte magica, molto attesa dai piccoli. Secondo la tradizione, seguita dal cocchiere Castaldo, la Santa, in groppa al suo asinello, porta dolci e doni ai bambini che si sono comportati bene durante tutto l’anno e loro in cambio le preparano una tazza di caffelatte con qualche biscotto.
La sua festa combaciava col solstizio d’inverno, il giorno più corto dell’anno prima delle riforme del calendario gregoriano e, cadendo nell’Avvento, annuncia l’arrivo del Natale.
Anche in Scandinavia è un giorno di festa importante, dove Lucia, simbolo di luce, segna l’arrivo della nuova stagione. Lucia viene impersonata da ragazze vestite di bianco (simbolo della purezza) con una fascia rossa (a rappresentare il sangue del martirio) e una corona di candele sul capo che portano in processione biscotti e panini allo zafferano. Alle cerimonie partecipano sia i Cattolici che i Protestanti.